La creazione del mondo è stata un ricatto, un gioco di delinquenti.
Ostile, questa Censi, molesta e dolorosa, popolare, viscerale.
Romana di Roma e Roma la distrugge, ma sappiamo bene che dietro a ciò che vogliamo distruggere spesso c’è amore, tanto amore, troppo.
L’aria di Roma è sporca e ha la stessa funzione del carbone nero con cui le nonne lavavano le lenzuola: toglie i colori, sbianca la coscienza, una coscienza così tante volte lavata che ormai si lacera con un soffio
Ed è proprio l’ Amore il volgare protagonista di queste 100 pagine scarse, il troppo amore, divinità plebea in un regno che di Dio non ha proprio nulla se non qualche sguardo dall’alto gettato distrattamente.
Alexandra Censi scrive. E scrive bene. Voce fuori dal coro in un momento dove troppo spesso si confonde il saper scrivere con soggetto, verbo e complemento oggetto ed il saper raccontare con un dettato di banali emozioni a scadenza.
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