IL DIO DI DIO

La musica diventa preghiera e i salmi riscoprono il ritmo antico – senza tregua e pieno di pace – degli uomini che pregano. E sale tutto su, nell’alto dei cieli. Ma nell’alto dei cieli è stato fatto un casino, ed è qui che inizia, o meglio inizierà, la nostra storia. Immaginiamo un Dio che assume un aiutante, un Dio stagista, una creazione del mondo fatta controvoglia, rimborsi e spese paradisiaci e un brodo primordiale che ad assaggiarlo sa di vodka. E immaginiamo le preghiere di Dio e del Dio di Dio che alla fine si ritrovano – per forza di cose – innamorati di questi uomini. Bene, le cose lassù sfuggirono di mano ma piccoli canti legano il mondo di sopra al mondo di sotto. Pregare vuol dire innamorarsi, tenere una mano aperta sulla testa degli idioti. La luce del volersi bene è la luce più grande, e se c’è luce una volta è una luce per sempre.

Incipit di questa raccolta di racconti di Alexandra Censi, classe 1990.

Mi dico spesso di non amare le voci italiane femminili e di avere alcune remore soprattutto in merito alle voci italiane contemporanee femminili. Oggi accetto la sfida e punto su di lei e su questo libro.

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