LA STORIA INFINITA

La trasformazione si stava completando. Il mio viaggio verso l’ignoto aveva inizio.

Ricordate la soffitta della scuola di Bastiano Baldassarre Bucci? Forse non tutti. Vi rinfresco la memoria. Bastiano. La soffitta della scuola. Un libro. E che libro. Il libro dei libri. Un libro con la copertina di un rosso cupo, brillante, dai capitoli scritti con due colori diversi e con una lettera dell’alfabeto miniata a siglarne l’incipit. Sulla copertina: un serpente bianco ed uno nero, uniti indissolubilmente. Un libro che si dovrebbe tenere in mano tutti, dico tutti quanti, almeno tre volte nella vita, una per leggerlo, la seconda per raccontarlo, e la terza per poterlo leggere a qualcun altro. Il libro è ‘La Storia Infinita’. Ma ve ne parlerò in un altro momento, ‘questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta’ direbbe Michael Ende, l’autore.

Adesso la sola cosa che posso dirvi al riguardo è che ne ho preso spunto per raccontarne un’altra di storia, quella che si è scritta in un giovedì di qualche settimana fa in un luogo che una soffitta non era. Quella sera ho deciso di raccontare cinque storie. E le cinque storie sono state ascoltate. Ho chiesto di narrare una storia. Questa storia aveva già un inizio ed una fine, avevo bisogno di tutto il resto. E la storia ha parlato e si è lasciata ascoltare, lenta, paziente come una balia. A raccontarmela sono stati i miei compagni di viaggio di quel giovedì sera, in un luogo che una soffitta non era.

“In un racconto bastava desiderare, e poi mettere per iscritto il desiderio, e potevi crearti un mondo”. Questo l’inizio. E così la Storia è cominciata.

Voglio essere una farfalla, una falena, un brivido percorse il mio corpo. Lo specchio rimandò un’immagine terrificante!

Terrificante come i desideri, quelli desiderati in fretta, pensati poco e buttati in carta.

Il desiderio era irrealizzabile e Marta cominciò a sognare…doveva in qualche modo evadere dal dolore lancinante, non poteva essere una farfalla né una falena, era lì impietrita e credeva di vivere in un film: protagonista di un dramma.

Si svegliò seduto, con il cuore che andava a mille; buttò le gambe fuori dal letto ma non riusciva a camminare. Fuori dalla finestra si udì il lento verso di un gufo…

La trasformazione si stava completando. Il mio viaggio verso l’ignoto aveva inizio. Mi chiesi “perché sta capitando a me?”

Non ali colorate, ma una corazza lucida, nera, impenetrabile.

Ma come in tutte le cose l’impenetrabilità venne violata e improvvisamente apparse tutta la mia consueta fragilità. Impenetrabile.

Il desiderio è il motore del mondo, così di racconto in racconto, si formavano regioni, continenti, nazioni.

Bisognava entrare nel bosco, lentamente, sentirne i profumi ed iniziare a seguirne le orme…

Avevo desiderato a lungo farlo: per settimane non ero stato in grado di pensare ad altro. La mia mente aveva passato in rassegna ogni singolo istante, la mia lingua già assaporava il gusto di quel giorno…

Non mi pento di quello che ho desiderato, di quel nucleo puro, terribile, primordiale. Ho osservato quasi con distacco le sue mutazioni, ho esplorato con curiosità gli anfratti che grazie ad esso si aprivano.

“Sopravvissi. Dio ha sempre avuto un compito per me. Io sono quello che resta in vita per potervi raccontare come è andata.” Questa la fine, mai tanto azzeccata. In realtà vi svelerò un segreto: non è la fine, ma solo un piccolo attimo di interruzione, un momento per riprendere fiato. Solo questo. Le storie narrate non hanno fine, non possono avere fine, fino a che ci sarà qualcuno che avrà voglia di scriverle. E’ il loro bello e la loro forza. Fino a che ci sarà qualcuno che le scriverà e le leggerà, loro continueranno a vivere. E non moriranno. Un pò come Fantàsia, il mondo raccontato nella ‘Storia Infinita’. Un pò come ‘Fiordiluna’, l’Infanta Imperatrice di questo mondo, quella che puoi vedere solo una volta nella vita e che sopravviverà solo grazie a nomi sempre nuovi donati da esseri umani. E un pò come la stessa Storia Infinita, che esiste nel momento stesso in cui la si racconta. Roba strana insomma. Ma nemmeno tanto. Vi svelerò un altro segreto: non serve neanche una soffitta di una scuola in realtà. Può capitare ovunque, basta che ci siano persone disposte a farlo capitare. Ed io, in quel giovedì, le ho trovate.

Ed è solo l’inizio. Ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta.

Ai vari Bastiano Baldassare Bucci che ancora esistono. E resistono.

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2 pensieri su “LA STORIA INFINITA

  1. Ognuno di noi è protagonista della propria Favola. Siamo come i paffi che animano le poesie di Michael Ende. E ognuno di noi diventa un BBB quando prende in mano le redini della propria storia. Le tre sillabe che si ripetono mi rimandano all’acronimo del GGG, il Grande Gigante Gentile di Roald Dahl che soffia quella Delicatezza che – sebbene difficile da riconoscere – c’è ancora nel mondo. Malgrado tutto. Perché la ricerca della Poesia è una via ancora percorribile. E’ un sogno che vola sulle ali di un ricordo e ci lega tutti quanti più di quanto si possa immaginare. Grazie di cuore e ancora complimenti.

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    1. Esatto, è proprio così Herbie. Non lo avresti potuto spiegare meglio. La ricerca della Poesia è ancora percorribile, decisamente. Sta tutto nel trovare il giusto sentiero ed i giusti compagni di viaggio. Ognuno dà all’esistenza il significato che vuole, ma io ho sempre pensato che la Poesia possa aiutare molto in questo, nella ricerca di un Senso, del Senso. E’ la mia opinione, opinabilissima per carità, ma credo fermamente che la vera, nuda, più o meno cruda, essenza dell’uomo, si rispecchi nelle Pagine Scritte. E di tutto ciò ho fatto, più o meno, la mia ragione di vita ed il mio credo. In quel giovedì ripeto sono accadute tante piccole magie degne della miglior Fantàsia, e se questo è accaduto lo devo anche a te. Un grosso bacio Herbie.

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